Ricercato X Intervista – Loretta Gratani

Le meraviglie dell’Orto Botanico di Roma: un suggestivo museo all’aperto

di Francesca Iozia

La rubrica di RomaTrePerRoma “Ricercato X Intervista” offre l’occasione di scoprire incantevoli angoli di Roma attraverso le parole di professionisti che quei luoghi li conoscono e li amano particolarmente.
Oggi passeggeremo in un polmone verde in pieno centro storico: l’Orto Botanico di Roma.
A guidarci in questo percorso sarà Loretta Gratani, professoressa di Ecologia Vegetale presso il Dipartimento di Biologia Ambientale dell’Università “La Sapienza” di Roma e direttrice dell’Orto dal 2004 al 2010, e ancora dal 2016 fino a data odierna.
Un ringraziamento particolare al Dott. Flavio Tarquini, responsabile dei servizi educativi dell’Orto Botanico, per il supporto nella realizzazione delle fotografie a corredo dell’intervista.

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Loretta Gratani – RicercatoXIntervista – RomaTrePerRoma

Rm3xRm: Buongiorno professoressa, grazie per averci dato l’opportunità di questo incontro. Innanzitutto ci potrebbe chiarire cosa si intende esattamente con il termine “Orto Botanico”?

L: Buongiorno Francesca! L’Orto Botanico è il Museo delle piante.
Gli Orti Botanici sono infatti strutture che assolvono funzioni scientifiche e didattiche, è questa la principale differenza rispetto ai giardini che non sempre sono collegati ad attività scientifica e divulgativa. Fra le funzioni scientifiche è primaria la conservazione di esemplari vegetali coltivati in serra o all’aperto, con tecniche specifiche che consentono di mantenere nel corso del tempo le caratteristiche strutturali e funzionali e la capacità riproduttiva espresse nei luoghi di origine. Tale obiettivo rientra nell’ambito delle problematiche della conservazione della biodiversità, uno dei temi centrali del dibattito internazionale, considerando che circa il 3% delle specie vegetali conosciute è inserito nella Red List della IUCN (International Union of Conservation of Nature), la più grande organizzazione mondiale per la conservazione della biodiversità. In tale contesto il Botanic Gardens Conservation International (BGCI) collega i Giardini Botanici in una rete globale di cooperazione, finalizzata alla conservazione e alla diffusione delle informazioni sulle strategie della conservazione.
Attualmente nel mondo ci sono oltre 1.700 Giardini Botanici, nell’Unione Europea ce ne sono più di 400, che coltivano più di 50.000 specie vegetali. In Europa, l’Italia è il Paese con il maggior numero di Giardini Botanici, seguita dalla Germania, dal Regno Unito e dalla Francia.
Quasi sempre l’attività degli Orti Botanici è collegata a quella dell’Università, come nel caso dell’Orto Botanico di Roma legato all’Università La Sapienza.

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Mappa dell’Orto Botanico

Rm3xRm: L’Orto Botanico di Roma ha una storia e una sede molto prestigiosa. Ce ne vuole parlare?

L: Certamente. L’Orto Botanico di Roma si sviluppa su 12 ettari nel cuore del tessuto urbano della città, fra Trastevere e il Colle del Gianicolo, occupando parte dell’area archeologica dove in passato c’erano ville extra-urbane. Alcuni trattati citano in questo territorio gli Horti Getae (Geta era il figlio di Settimio Severo) e alcuni ipotizzano che qui fossero state impiantate le terme di Settimio Severo che probabilmente non entrarono mai in funzione.
L’Orto Botanico è stato istituito nel 1660 dal Papa Alessandro VII e si trova nell’attuale sede, il Giardino di Palazzo Corsini, dal 1883.

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Veduta della Fontana dell’Acqua Paola al Gianicolo tra gli iris dell’Orto

Rm3xRm: 12 ettari di vegetazione! Che tipo di piante si possono ammirare?

L: Abbiamo una ricchezza incredibile. Sono presenti la collezione delle palme, quella delle gimnosperme, delle specie tropicali (nella Serra Tropicale), delle felci, dei bambù, delle specie succulente (nella Serra Corsini, nella Serra Francese e nella Serra Monumentale) e delle specie medicinali (i “semplici”). Ci sono inoltre il Giardino Mediterraneo, il Giardino dei Sensi (con specie con particolari caratteristiche tattili e olfattive), il Giardino Roccioso, il Roseto, gli Ambienti Acquatici, il Giardino Giapponese e la collezione delle Carnivore da poco realizzata.

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Rm3xRm: Ci ha davvero incuriosito! Ci accompagna a fare una passeggiata fra le collezioni più importanti?

L: Volentieri. Cominciamo dagli alberi monumentali. Con questo termine si intendono gli individui arborei ultracentenari oppure quelli che hanno una elevata valenza storica.
La prima legge a sostegno del patrimonio forestale risale al 1877 e l’ultima, del 2013, ha potenziato il preesistente quadro normativo sulla tutela dei patriarchi verdi e del patrimonio paesaggistico di grande pregio del nostro Paese, con l’obbligatorietà per ogni comune di censire i propri alberi monumentali.
All’interno dell’Orto ci sono oltre 340 individui ultracentenari di notevole valenza, alcuni dei quali presenti prima del 1883 ed altri impiantati dal primo direttore Romualdo Pirotta. Vi mostro questi individui di Platanus orientalis di età stimata superiore ai 300 anni ai lati della Scalinata delle Undici Fontane.
Soprattutto per gli individui di cui si può definire l’età mi piacerebbe avviare la pratica con il Corpo Forestale dello Stato per farli inserire nel Registro degli Alberi Monumentali.

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Rm3xRm: Esistono piante ancora più antiche e molto longeve?

L: Si, pensa che all’Orto Botanico sono presenti anche alcuni fossili viventi, ossia quegli esemplari che presentano caratteristiche morfo-anatomiche e strutturali considerate “primitive” come ad esempio l’individuo monumentale di Ginkgo biloba nei pressi del laghetto. È una specie dioica (infiorescenze maschili e femminili portate da individui diversi), originaria delle montagne della Cina orientale. Può raggiungere 40 metri di altezza e superare 3.000 anni di età. I semi sono caratterizzati da un odore sgradevole a maturità a causa della liberazione di acidi carbossilici, in particolare acido butirrico. Il Ginkgo biloba è utilizzato nella medicina cinese da oltre 2.000 anni. La specie è inserita nella Red List dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) con il livello di rischio Minacciata (EN = Endagered).
È inoltre presente un esemplare di Wollemia nobilis, che è stata ritenuta estinta fino al 1994, quando fu rinvenuta in una forra del Wollemi National Park in Australia da David Noble. Sono stati rinvenuti fossili della specie risalenti a circa 90 milioni di anni fa.

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Rm3xRm: Ora si cambia totalmente atmosfera, a pochi passi da qui c’è uno spicchio di Oriente, non è vero?

L: Esatto, ora ci spostiamo verso la parte alta dove si trova il Giardino Giapponese che è stato realizzato su progetto del Maestro giapponese Nakajima Ken, secondo il modello del Giardino da Paesaggio (Kaiyū-shiki-teien). Il giardino Kaiyū-shiki-teien è un’area verde destinata al passeggio ed è caratterizzato dalla presenza di laghetti e stagni, sovrastati da piccoli ponti e lunghi percorsi attraverso i quali poter scoprire gli elementi contenuti. Questa tipologia di giardino fu ideata per gli aristocratici giapponesi che facevano lunghe passeggiate, dedicandosi alla meditazione e all’esplorazione della natura. Fra le specie presenti nel Giardino Giapponese dell’Orto Botanico si sottolineano alcune specie di ciliegio, come il Prunus x yedoensis con fiori bianchi e il Prunus serrulata con fiori rosa. Ogni anno, ai primi di aprile, all’Orto Botanico si tiene l’Hanami, ovvero la festa dei ciliegi in fiore, che in Giappone raccoglie migliaia di persone nei prati per salutare l’inizio della primavera.

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Rm3xRm: Una meraviglia! Un altro fiore principe della primavera è la rosa. Tra l’altro a Roma ogni anno si tiene nel Roseto Comunale un prestigioso concorso internazionale chiamato Premio Rose.

L: Conosco bene questo concorso perché faccio parte della giuria. Ogni anno, in quell’occasione, vengono giudicate le nuove varietà di rose dal colore, dal profumo e dalla forma.
Anche qui all’Orto Botanico abbiamo uno splendido Roseto dove si può osservare la differenza tra le rose coltivate da giardino antiche e quelle moderne, considerando che le rose spontanee, da cui sono derivate le rose coltivate, si sono sviluppate esclusivamente in Europa, America, Asia e Medio Oriente e avevano fiori semplici, costituiti da 5 petali, caratteristica comune alle numerose specie spontanee attualmente esistenti, fatta eccezione per Rosa sericea, l’unica specie con quattro petali.
In linea generale si può dire che le più importanti delle rose antiche da giardino hanno avuto origine da Rosa gallica, Rosa phoenicea, Rosa canina e altre entità comunemente note con il nome di Rosa moschata, presenti probabilmente dall’epoca preromana. L’introduzione in Inghilterra di Rosa chinensis, una rosa cinese, verso la fine del 1700 da parte di sacerdoti missionari, ha determinato una totale rivoluzione nella coltivazione delle rose da giardino, tanto che il 1800 può essere considerato la linea di demarcazione fra le rose antiche da giardino e quelle moderne. Tuttavia l’interesse da parte dei coltivatori per la ricerca di caratteri di novità produce ogni anno numerose varietà di rose.

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Il Roseto

Rm3xRm: Le rose hanno un fascino unico e una storia davvero interessante.
Quali altre curiosità ci svela ora?

L: Proseguiamo il nostro giro con la visita al Bambuseto. Si tratta di una fra le collezioni di bambù più ricche in Europa (70 entità). I bambù sono specie monocotiledoni con culmi cavi, cilindrici, articolati in nodi che, a seconda della specie, possono essere verdi, glauchi, neri, gialli rigati di verde, verdi rigati di giallo, o a pelle di leopardo.
Il bambù si rinviene allo stato spontaneo nelle regioni tropicali, subtropicali e temperate di tutti i continenti, eccetto che in Europa. La Cina è il Paese con più elevata diversità di specie, seguita dall’India e dal Giappone. Sebbene alcune specie di bambù possano adattarsi a condizioni climatiche diverse, tuttavia la maggior parte di esse si sviluppa in condizioni di clima caldo e umido, con una temperatura media annuale di 15°C- 20°C e precipitazioni totali annue di 1.000-1.500 mm.
Una curiosità: alcuni tipi di bambù possono crescere fino a 28 cm al giorno!

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Il Bambuseto

Rm3xRm: Finora abbiamo ammirato le meraviglie naturali dell’Orto Botanico di Roma, tuttavia sappiamo che questo luogo custodisce anche una ricchezza artistica incredibile. Ci accompagna a ricercare le tracce che gli antichi proprietari di casa, i Corsini, hanno lasciato nel loro maestoso giardino?

L: Certo, l’Orto Botanico di Roma è un Museo ricco di storia! Qui abbiamo molte serre storiche e una di queste è la Serra Corsini realizzata nel 1800, al cui interno fungono da vasi per le piante le due vasche marmoree ovali di bardiglio, che i documenti indicano essere state presenti nella sala da bagno della Regina Cristina di Svezia, nel periodo in cui era affittuaria del Palazzo Riario (poi passato ai Corsini) tra il 1659-1689. Le vasche furono smantellate nel corso dei lavori settecenteschi di modifica del Palazzo da parte dei Corsini.  La Serra ospita una collezione di gran pregio di specie succulente e le famiglie maggiormente rappresentate sono le Cactaceae, le Euphorbiaceae e le Crassulaceae.
Sono inoltre presenti numerose fontane storiche, realizzate intorno alla metà del Settecento e una di queste è la Fontana dei Tritoni, composta di una vasca quadriloba con bordo mistilineo realizzato in marmo di Carrara, che racchiude al centro un gruppo di travertino raffigurante due tritoni, di cui uno vecchio e uno giovane, che sorreggono un canestro di fiori e frutta da cui s’innalza uno zampillo. I due tritoni sono sostenuti da un elemento architettonico databile I sec. a.C. – IV d.C. La Fontana è stata realizzata nel 1742 da Giuseppe Poddi su progetto di Ferdinando Fuga e originariamente era posta al centro di un emiciclo di alloro ad archi sostenuti da colonne, che costituivano il “Teatro di Verzure”, come è illustrato nel disegno di Giuseppe Vasi (1754-1760) e in quello del 1750 circa, attribuito a Francesco Panini ed era utilizzato per le riunioni accademiche che si tenevano nel palazzo Riario-Corsini.

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Rm3xRm: Visitando il vostro sito web ho scoperto che organizzate molti laboratori didattici per le scuole, visite guidate, convegni e mostre: siete in continua attività!
Ci sono altri nuovi progetti in cantiere di cui vorrebbe darci una piccola anticipazione?

L: Si ce ne sono due a cui tengo particolarmente, ma che per mancanza di fondi ancora non decollano.
Il primo progetto, che spero di concretizzare entro un anno, è quello di realizzare un “Museo nel Museo” per rendere fruibili ai visitatori tantissimi materiali che l’Orto Botanico conserva come: reperti archeologici; libri antichi, di cui alcuni molto rari e relativi alle piante e alla storia dell’Orto; mappe e carte storiche; attrezzi antichi da giardinaggio e agricoli, ed infine molte stampe che testimoniano la storia e la realizzazione del Museo Orto Botanico.
Per questo progetto ho pensato di utilizzare come spazio la novecentesca Palazzina Podesti, vicino all’Aranciera.

L’altro progetto è quello di realizzare un punto ristoro con un bar e un bookshop preposto alla vendita delle piantine coltivate con criteri scientifici e didattici qui nell’Orto Botanico.

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Palazzina Podesti

Rm3xRm: Ci auguriamo che questi progetti possano realizzarsi nel più breve tempo possibile! Grazie tante per questa stupenda passeggiata in mezzo alla Natura dai mille colori  e che non smette mai di stupirci!

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L: Si la Natura ci regala emozioni enormi. Ogni mese qui c’è qualcosa di affascinante da scoprire…intanto siete tutti invitati alla Festa della Primavera che si terrà  il 13 e il 14 maggio qui all’Orto Botanico.

Rm3xRm: Non mancheremo!

 

 

festa della primavera

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