Caesar’s tales – 26 Marzo, S. Castulo

San Castulo

Di Vittoria Artico

Senza titolo

Durante l’impero di Diocleziano, la parte occidentale fu affidata a Massimiano, il quale, vedendo come i cristiani ormai avevano preso potere e diffondevano il proprio culto e celebravano pubblicamente, decise di perseguitarli. Molti in Roma furono arrestati e uccisi poiché piuttosto sacrificare agli dei pagani, preferivano restare fedeli alle proprie credenze, sennonché il pontefice Caio, sconvolto da questo scempio, incaricò il cameriere del palazzo imperiale, Castolo, di nascondere più cristiani possibile, proprio nelle stanze da lui custodite.

Il nostro povero Castolo, cristiano convinto, non poteva certamente disobbedire ad un ordine del papa, tuttavia comprenderete bene come obbedire a questa prescrizione lo poneva in una difficile condizione. Nonostante l’evidente pericolo, Castolo riunì a sé più cristiani possibili, aiutato da due suoi fedeli amici, Caio e Tiburzio, con i quali continuò imperterrito a predicare il vangelo e a condurre al cospetto del pontefice nuovi adepti della religione cristiana per farli battezzare.

Come potete immaginare il lavoro di evangelizzazione che Castolo e la sua congrega operavano in Roma non piacque molto ad alcuni di quei romani che ancora erano pagani. Tra questi un tale Torquato venne a sapere che proprio nel palazzo imperiale si nascondevano una quantità enorme di cristiani, sotto la protezione del maggiordomo imperiale e ovviamente non resistette alla tentazione di comunicare tutto al prefetto di Roma, il quale riferì all’imperatore Massimiano che li fece immediatamente arrestare e imprigionare tutti.

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Colui che subì le torture peggiori fu ovviamente Castulo, poiché capo di questa piccola setta di rifugiati, tanto che il prefetto lo condanno ad essere appeso e battuto coi piombi a meno che non avesse rinunciato a predicare le parole di questo “Cristo” che avevano tanta presa sulla gente e piuttosto sacrificare a Marte e Giove. Castulo fu irreprensibile e preferì la tortura, ma invece di lamentarsi, ringraziava: “Oh menomale! Finlamente! Aspettavo da tanto questo giorno! Grazie! Grazie!”.

Il Prefetto andò su tutte le furie e dopo averlo sottoposto a questa tortura per ben tre volte e vedendo che costui continuava ad essere felice e ringraziare, esplose: “ Basta non ti sopporto più, non ti voglio più sentire!” e ordinò di scavare una fossa profonda nel terreno dove gettare il nostro Castolo, dopodiché lo fece ricoprire con tonnellate di terra e come potete immaginare in effetti il povero malcapitato si zittì.

A Roma San Castolo viene festeggiato il 26 di Marzo, come ci racconta il nostro fedele Cardinal Baronio e sappiamo che a lui furono dedicate delle catacombe presso la Via Labicana, ove probabilmente il Prefetto lo fece sotterrare.

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