Caesar’s tales – 23 Dicembre, Santa Vittoria

Vittoria e il drago

Di Vittoria Artico

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C’era una volta una giovane e nobile ragazza di Roma, Vittoria, la quale, fin da piccola, mostrò un carattere molto forte, anche un po’ ribelle e come vedremo nel corso della nostra storia, questo non le giovò affatto.

Vittoria viveva a Roma insieme a sua sorella Anatolia e a tutta la sua famiglia, il cui padre, quando le figlie ebbero circa 20 anni, decise di prometterle in sposa a due giovani di poco valore.

Vittoria fu promessa a un tale Eugenio, un nobile abbastanza spocchioso che voleva sposarla a tutti i costi per entrare in possesso delle ricchezze della sua famiglia. Sapendo ciò, la nostra protagonista decise di vendere tutti i suoi beni e donarli ai poveri, in modo tale che, anche se Eugenio fosse riuscito a sposarla, non si sarebbe potuto appropriare proprio di nulla. Come potete immaginare il ragazzo non la prese tanto bene e di tutta risposta mandò Vittoria in esilio in una piccola cittadina chiamata Monteleone.

Vittoria non aveva la benché minima idea di dove fosse questo piccolo paesino e tanto meno sapeva quanto fosse pericoloso recarsi lì!

A quei tempi infatti la cittadina di Monteleone era messa a ferro e fuoco da un drago che col suo alito pestifero uccideva tutti gli abitanti, i quali, non sapendo come cacciarlo, sopportavano questa piaga già da molto tempo.

Un giorno, il signore di Monteleone, Trebula, si recò da Vittoria chiedendole di sconfiggere il drago e in cambio sarebbe stata fondata una scuola a suo nome, dove avrebbe potuto educare le figlie delle famiglie di Monteleone e avrebbe potuto convertirle alla religione cristiana.

Vittoria in un primo momento ebbe molta paura: “Ma come faccio a sconfiggere un drago?! Sarà il drago a farmi a pezzetti e io sono troppo giovane per morire!”.

Seguirono giorni di riflessione, ma alla fine si decise: “Insomma, sono riuscita a vincere quell’arrogante di Eugenio, adesso non posso farsi sconfiggere da un drago! Facciamolo!”.

Una mattina quindi, seguita da tutto il popolo, si recò nella grotta dove il drago viveva e a male parole gli intimò di scappare oppure volente o nolente, lei lo avrebbe sconfitto con l’aiuto di Dio. Di fronte ai volti sbalorditi dei cittadini di Monteleone, il drago uscì dalla grotta e, terrorizzato, fuggì.

 

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Thanks to Saba’s Art per la splendida vignetta!

 

 

Vittoria visse ancora per tre anni in quella cittadina dove ormai, grazie anche alla sua scuola per fanciulle, quasi quasi le piaceva stare. A Roma però Eugenio non si era arreso e la fece convocare per nuovamente chiederla in sposa e intimargli di smetterla di adorare questo “Dio” di cui lei parlava. Vittoria si impose: “Non cederò mai, che ti piaccia o no!” e purtroppo fu la fine.

Eugenio sguainò la spada e senza pensarci due volte le trapassò il cuore.

I cittadini di Monteleone la piansero molto, quella fanciulla li aveva salvati, ma nessuno era riuscito a salvare lei. La seppellirono lì, proprio in quella grotta da cui, tempo prima, Vittoria aveva fatto fuggire il drago.

Fine.

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