L’Architettura dei Carmelitani Scalzi in età Barocca

presentazione

Lunedì 14 dicembre, nella splendida cornice della Biblioteca “Stefano Siglienti” dell’Associazione Bancaria Italiana, situata nelle antiche Scuderie di Palazzo Altieri, spazio recentemente ristrutturato da Gae Aulenti, ha avuto luogo la presentazione del libro L’Architettura dei Carmelitani Scalzi in età barocca. La “Provincia di Roma”: Lazio, Umbria e Marche (1597-1705), che completa una trilogia di volumi firmati da Saverio Sturm, professore associato del Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Roma Tre e ricercatore presso il Centro di Studi per la Cultura e l’Immagine di Roma. L’interesse di Sturm per l’architettura dei Carmelitani Scalzi risale agli anni del suo dottorato di ricerca presso l’Università di Firenze e che, maturato nel corso di lunghi anni di studio e di approfondimento, è culminato nella pubblicazione di tre monografie, datate 2002, 2006 e quest’ultima del 2015, che affrontano il tema delle tipologie claustrali dell’ordine religioso non solo dal punto di vista architettonico, ma anche attraverso una visione ampia e ricchissima di aspetti storici, culturali, geografici, ed artistici.
Quello degli Scalzi, per lungo tempo e a torto considerato dalla critica una congregazione minore, fu in realtà uno degli ordini riformati più dinamici e attivi della Controriforma, la cui forte componente spirituale e contemplativa, ispirata al misticismo dei fondatori spagnoli Santa Teresa d’Avila e San Giovanni della Croce, si sposa con l’attività pastorale e la missione. Partendo dalla Spagna i Carmelitani Scalzi si insediarono alla fine del ‘500 entro i confini dello Stato Pontificio, per poi diffondersi nel corso del ‘600 in varie nazioni europee e oltreoceano, nei paesi coloniali latino-americani.
Tra i numerosi studiosi che hanno preso parte all’incontro sono da segnalare gli interventi del professor Federico Bellini, ordinario di Storia dell’Architettura dell’Università degli Studi di Camerino, che ha fornito una disamina del volume nella sua struttura e complessità interna, soffermandosi sugli aspetti più prettamente architettonici; la professoressa Liliana Barroero, ordinario di Museologia e critica artistica e del restauro dell’Università di Roma Tre, che ha tracciato con straordinaria chiarezza un quadro delle complesse dinamiche esistenti tra committenti e artisti all’interno dei cantieri romani più importanti dell’ordine religioso, con particolare attenzione quindi per Santa Maria della Scala e Santa Maria della Vittoria; infine il professor Alessandro Zuccari, ordinario di Storia dell’Arte Moderna alla Sapienza di Roma, che ha spostato l’attenzione sulla storia della congregazione monastica degli Scalzi, ripercorrendo date, luoghi e personalità importanti.

santa teresa
Il dibattito tra gli studiosi è stato ricco e ha offerto punti di vista differenti sull’argomento. Unanime il riconoscimento del merito di Saverio Sturm di aver raccolto, con uno sforzo non indifferente, una quantità di materiali e documenti, anche in termini di documentazione fotografica, che ad oggi costituisce la bibliografia più completa sull’argomento.
Lo stesso Sturm ha presentato il suo lavoro come complesso e plurale, una ricerca che è andata alla scoperta della bellezza e della storia di siti e di opere spesso periferiche e dimenticate, nel tentativo di connettere il tessuto ambientale a quello culturale ed artistico, per comprendere in che modo e attraverso quali canali si sono diffusi i modelli tipologici ed architettonici tra centro e periferia, tra prototipo e derivazioni.

Saverio Sturm
Infine questo è un volume che accoglie generosamente anche molti contribuiti provenienti da vari studiosi che, a vario titolo, si sono avvicinati al tema. Tra questi anche alcune informazioni tratte dalla ricerca di laurea triennale in Storia e Conservazione del Patrimonio Artistico della sottoscritta, che riguardava, non a caso, uno di quei luoghi secondari e ancora perlopiù sconosciuti, ma stavolta collocati nel cuore di uno degli insediamenti romani più antichi e artisticamente più ricchi dei Carmelitani Scalzi: la decorazione dell’antica spezieria di Santa Maria della Vittoria.
Un luogo raccolto, quieto e ricco di antiche memorie custodito intatto tra le mura del convento.

Francesca Iozia

 

 

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